Novità dal gruppo di lavoro «Biomarcatori plasmatici»

Ago 5, 2026 | Associazione SMC

La disponibilità di biomarcatori ematici per la diagnosi del morbo di Alzheimer ha il potenziale di migliorare notevolmente la diagnostica dei disturbi cognitivi e della demenza. Nell’attuale contesto dell’autorizzazione all’immissione in commercio di Donanemab per il trattamento del morbo di Alzheimer nelle fasi cliniche iniziali, l’integrazione di biomarcatori ematici potrebbe contribuire a ottimizzare la definizione delle indicazioni terapeutiche e, di conseguenza, a ridurre i tempi di attesa presso la Memory Clinic.

Negli ultimi mesi, ben due metodi di dosaggio del p-tau217 nel plasma hanno ottenuto la certificazione CE. Il Consiglio direttivo della SMC giudica molto positivamente questo sviluppo e ha deciso di sostenere la richiesta di rimborso per la copertura dei costi relativi al dosaggio dei biomarcatori plasmatici. L’introduzione dei biomarcatori plasmatici comporta tuttavia anche delle sfide e solleva interrogativi su come tali biomarcatori debbano essere utilizzati nell’ambito della diagnostica.

Il gruppo di lavoro multidisciplinare della SMC sui biomarcatori ematici ha proseguito la propria attività ed elaborato una prima serie di raccomandazioni, presentate dal Prof. Dr. med. Julius Popp in occasione del congresso annuale della SMC tenutosi a maggio. Alcuni dei temi principali emersi nella successiva discussione con i partecipanti sono stati: in quali soggetti è opportuno determinare i biomarcatori, cosa occorre tenere in considerazione nell’informazione ai pazienti, nell’interpretazione dei risultati e nella comunicazione della diagnosi, e se i biomarcatori plasmatici debbano essere utilizzati anche nell’assistenza primaria.

Il gruppo di lavoro terrà conto dei contributi alla discussione e dei riscontri dei membri della SMC nella formulazione delle raccomandazioni e proseguirà nei prossimi mesi la preparazione di una pubblicazione sull’argomento.